Vi informiamo che il decreto-legge 27 marzo 2026 n. 38 approvato dal Consiglio dei Ministri, ripristina, con effetto dal 1° gennaio 2026, il regime di esclusione dei dividendi (pari al 95% per le società) e della PEX.
DISCIPLINA INTRODOTTA DALLA LEGGE DI BILANCIO 2026
La legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) aveva ridotto la portata del regime di esclusione dei dividendi (dividend exemption) e del regime di esenzione delle plusvalenze su partecipazioni (participation exemption) per i soggetti che operano in regime d’impresa, introducendo specifiche soglie quantitative di accesso.
In particolare, a decorrere dal 2026, tali regimi sarebbero risultati applicabili solo con riferimento a partecipazioni, dirette o indirette, pari almeno al 5% del capitale sociale oppure, in alternativa, con valore fiscale non inferiore a 500.000 euro. In assenza di entrambe le condizioni, dividendi e plusvalenze avrebbero concorso integralmente alla formazione del reddito imponibile, come ordinari componenti positivi di reddito.
Sin dall’approvazione della manovra 2026, era stato evidenziato come tale intervento potesse determinare, nelle catene partecipative più lunghe, fenomeni di tassazione multipla degli utili, in contrasto con la finalità perseguita dalla riforma IRES del 2004, che aveva introdotto il regime di parziale detassazione proprio per evitarli.
Erano inoltre emersi alcuni profili di incertezza applicativa con riferimento al regime PEX. In particolare, non appariva chiaro se, ai fini della verifica delle soglie (percentuale di partecipazione e costo fiscale), dovesse rilevare la partecipazione posseduta al momento della cessione, ovvero quella effettivamente ceduta, dalla quale si originava la plusvalenza. Ulteriori complessità derivavano dal coordinamento tra il criterio FIFO, previsto per individuare le azioni soggette ai nuovi vincoli, e il criterio LIFO, rilevante invece nell’ambito della PEX ai fini della verifica della holding period.
RITORNO ALLE REGOLE PRE LEGGE DI BILANCIO PER DIVIDENDI E PEX
Il decreto fiscale 38/2026, approvato dal Governo il 27 marzo e in vigore dal 28 marzo, elimina tutte le condizioni introdotte dalla legge di Bilancio 2026 per poter usufruire della detassazione di dividendi e plusvalenze su partecipazioni nell’ambito del reddito di impresa.
Come chiarito dal Viceministro Maurizio Leo nel corso del convegno “Fisco meeting 2026”, organizzato dall’ODCEC di Torino, l’intervento normativo si è reso necessario alla luce delle criticità emerse in fase applicativa della disposizione introdotta dalla legge di bilancio. Secondo quanto evidenziato, il ripristino della disciplina previgente è volto ad eliminare complessità operative e incertezze interpretative, evitando l’introduzione di meccanismi eccessivamente articolati e favorendo una maggiore certezza del diritto attraverso la semplificazione delle regole.
L’abrogazione produce effetti retroattivi dal 1° gennaio 2026, ossia dalla stessa data di entrata in vigore della disciplina ora soppressa. Ne consegue che tornano a beneficiare del regime di non imponibilità anche le operazioni realizzate nei primi mesi del 2026 che, in base alla disciplina introdotta dalla legge di bilancio, non avrebbero soddisfatto le condizioni allora previste.




