Vi segnaliamo una vicenda giudiziaria emersa negli Stati Uniti che potrebbe attirare particolare attenzione nel dibattito sulla responsabilità dei fornitori di sistemi di intelligenza artificiale in ambito legale.
In particolare, dall’Illinois proviene un caso che solleva interessanti questioni sull’utilizzo dei sistemi di IA come supporto — o possibile sostituto — della consulenza professionale.
La vicenda riguarda Graciela Dela Torre, dipendente di una società di logistica che, dopo aver sottoscritto nel gennaio 2024 — con l’assistenza di un avvocato — un accordo transattivo con la Nippon Life Insurance Company of America, volto a definire una controversia relativa a prestazioni di invalidità, ha successivamente chiesto di riaprire la vertenza.
Ricevuta dal proprio legale l’indicazione che l’accordo fosse vincolante, la lavoratrice ha sottoposto la questione a ChatGPT, che avrebbe suggerito la revoca del mandato difensivo, inducendola ad agire in giudizio pro se con il supporto del sistema di IA.
Sulla base di tali indicazioni sono state promosse diverse iniziative giudiziarie nei confronti della compagnia assicuratrice, anche mediante atti contenenti riferimenti a precedenti giurisprudenziali inesistenti — riconducibili al fenomeno delle cosiddette hallucinations dei modelli linguistici — le quali, pur non producendo esiti favorevoli, hanno comportato ulteriori spese difensive.
Per tale ragione, il 4 marzo 2026 la Nippon Life Insurance Company of America ha citato in giudizio OpenAI dinanzi alla Corte federale del Northern District of Illinois, contestando l’esercizio abusivo della professione legale, l’interferenza illecita con un rapporto contrattuale e l’abuso del processo, e chiedendo circa 300.000 dollari a titolo di rimborso delle spese legali, oltre a 10 milioni di dollari di danni punitivi.
La vicenda solleva questioni rilevanti in merito alla qualificazione delle attività svolte dai sistemi di IA in ambito legale e alla possibile responsabilità dei provider tecnologici quando tali strumenti vengano utilizzati dagli utenti in sostituzione della consulenza professionale.




